fbpx

Unioni Civili come i Matrimoni nel pubblico impiego

cake-topper-sposi-su-vespa-fiori-rossi

Bonus per i MATRIMONI del 2018

Circolano da tempo notizie sui social che riportano di incentivi da parte della Comunità Europea per le coppie che si sposano;  in realtà l’unico bonus matrimonio confermato per i MATRIMONI del 2018 è il  bonus Inps.

    1. COS’è?

Il bonus matrimonio è un piccolo aiuto economico, un contributo alle spese, e quindi un piccolo sostegno ai redditi bassi. Oltre che ai soldi, dà diritto a una assenza giustificata dal lavoro. Viene concesso a chi usufruisce di 8 giorni di congedo straordinario  (entro i 30 giorni successivi alla data della cerimonia) e sceglie i matrimoni civili o concordatari. Può essere accordato a uno dei due futuri coniugi o anche a entrambi sempre che l’uno e l’altra ne abbiano singolarmente diritto.

L’assegno per congedo matrimoniale è erogato in occasione del congedo straordinario di otto giorni concesso per matrimonio civile o concordatario, da usufruire nei 30 giorni successivi alle nozze.

  • A CHI SPETTA?

Purtroppo non riguarda tutte le categorie di lavoratori ma solo agli operai, agli apprendisti, ai lavoratori a domicilio, ai marittimi di bassa forza, dipendenti da aziende industriali, artigiane, cooperative che:

  • contraggono matrimonio civile o concordatario;
  • possono far valere un rapporto di lavoro da almeno una settimana;
  • fruiscono del congedo entro 30 giorni dalla celebrazione del matrimonio;
  • siano in grado, seppure lavoratori disoccupati, di dimostrare che nei 90 giorni precedenti al matrimonio hanno lavorato per almeno 15 giorni alle dipendenze di aziende industriali, artigiane o cooperative;
  • non siano in servizio per malattia, sospensione del lavoro, richiamo alle armi, fermo restando l’esistenza del rapporto di lavoro.

L’assegno spetta a entrambi i coniugi, che non siano dipendenti di:

  • aziende industriali, artigiane, cooperative e della lavorazione del tabacco con qualifica di impiegati, apprendisti impiegati e dirigenti;
  • aziende agricole;
  • commercio, credito e assicurazioni;
  • enti locali e statali;
  • aziende che non versano il relativo contributo alla Cassa Unica Assegni Familiari ( CUAF).
  • E’ VALIDO ANCHE PER IL MATRIMONIO RELIGIOSO?

L’assegno non viene erogato a chi contrae il solo matrimonio religioso ossia con un matrimonio che non viene trascritto nei registri di stato civile.

 

  • A QUANTO CORRISPONDE?

L’assegno per il congedo matrimoniale è pari a:

  • sette giorni di retribuzione per gli operai e apprendisti. Dalla retribuzione giornaliera si detrae la percentuale a carico del lavoratore pari al 5,54%;
  • sette giornate di guadagno medio giornaliero per i lavoratori a domicilio. Dalla retribuzione giornaliera si detrae la percentuale a carico del lavoratore pari al 5,54%;
  • otto giornate di salario medio giornaliero per i marittimi. Dalla retribuzione giornaliera si detrae la percentuale a carico del lavoratore pari al 5,54%;
  • i giorni di retribuzione che coincidono con quelli previsti dal contratto di lavoro part-time verticale da cui si detrae sempre la percentuale a carico del lavoratore.

L’assegno è cumulabile con l’indennità INAIL per infortunio sul lavoro fino al raggiungimento dell’importo che sarebbe spettato a titolo di retribuzione. Di conseguenza, sarà corrisposta la differenza tra la retribuzione spettante e l’importo corrisposto dall’INAIL a titolo di inabilità temporanea.

L’assegno non è cumulabile con le prestazioni di malattia, maternità, cassa integrazione ordinaria e straordinaria, trattamenti di disoccupazione ( NASpI), perché sono sostitutive della retribuzione. In questi casi sarà corrisposto l’assegno per il congedo matrimoniale in quanto più favorevole.

Durante il congedo matrimoniale il lavoratore conserva il diritto all’assegno per il nucleo familiare.

INPS paga direttamente l’assegno per congedo matrimoniale ai disoccupati o richiamati alle armi, mentre per i lavoratori occupati l’erogazione avviene tramite i datori di lavoro.

  • QUANDO FARE DOMANDA?

lavoratori occupati devono presentare la domanda al datore di lavoro alla fine del congedo e non oltre 60 giorni dal matrimonio. I lavoratori disoccupati o richiamati alle armi devono presentare domanda all’ INPS entro un anno dalla data del matrimonio.

  • E LE UNIONI CIVILI?

Non è chiaro e non è specificato in nessun punto se questo bonus valga anche per le unioni civili.

Commenti

Ancora nessun commento.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *