Scopri la storia di Cristina e Alessandro e di come è diventata l’ispirazione principale per il loro matrimonio

La storia di Cristina e Alessandro che è diventata il cuore del loro matrimonio, rendendolo indimenticabile per tutti coloro che vi hanno partecipato

L’incontro.

Il loro primo incontro è un vortice di emozioni forti. Si guardano, si parlano, ma fanno finta di niente. Non sanno che anche l’altra persona sta provando lo stesso scombussolamento e, per tanto tempo, tornano alle loro vite cercando di ignorarlo.

Eppure, in qualche modo, quel filo rosso di cui parla la leggenda continua a tirare. Li riporta nello stesso punto, li fa rincontrare, e piano piano comincia a tendersi davvero. Solo che è un filo un po’ aggrovigliato: servono due anni perché arrivi la consapevolezza che quello che è nato è amore.

Forse Alessandro ha bisogno di più tempo per arrendersi. Succede quando sentiamo che un sentimento ci travolgerà, e insieme ne abbiamo voglia e paura. Poi, quando si lascia andare, la felicità è così intensa che dentro ci sta anche una certezza: voler passare la vita con lei.

E lì mi torna in mente una frase che sembra scritta apposta per loro:“Quando ti accorgi che vuoi passare il resto della vita con qualcuno, vuoi che il resto della vita cominci il più presto possibile”.

È una frase di “Harry ti presento Sally”, e qui ci stava proprio bene.

La proposta di matrimonio.

Arriva quel giorno lì: 12 agosto 2022. Davanti a 90mila persone, durante un concerto dei Coldplay, mentre suona “Let Somebody Go”, Alessandro fa la proposta. Cristina dice sì. Anche se non se l’aspettava, dentro di sé sa di essere pronta e di aver trovato l’uomo con cui vuole costruire la vita.

Da quel momento la musica dei Coldplay diventa un pezzo vero della loro storia. E una strofa in particolare prende un significato ancora più personale: “When you love somebody got to let somebody know” — Quando ami qualcuno devi farlo sapere a qualcuno.

Quando decidono di affidarsi al nostro laboratorio, succede una cosa interessante: avevano già ordinato le partecipazioni, ma capiscono che vogliono che l’invito dica qualcosa di loro, non solo “annunci” una data. Così lavoriamo insieme per inserire quel verso nel progetto degli inviti e coordinati, perché per loro è un messaggio rivolto proprio alle persone care che stanno invitando.

Il nostro incontro in videochiamata

L’incontro per la video-consulenza.

Ci conosciamo in videochiamata. Siamo in regioni diverse, ma la distanza non è il punto: quello che conta è mettere a fuoco la loro visione e capire come vogliono sentirsi quel giorno, e come desiderano far sentire le persone presenti.

Da quello che emerge, mettiamo in fila i dettagli pratici:

  • la Cattedrale di Assisi per la cerimonia

  • Villa Torranca, immersa negli ulivi, per il ricevimento

  • uno stile naturale

  • colori ispirati alla natura: avorio e verde

E insieme anche i dettagli più “di senso”:

  • la loro storia, vissuta come un ritorno inevitabile l’uno verso l’altra

  • la musica dei Coldplay, colonna sonora della loro relazione e della proposta

  • l’ecosostenibilità

  • l’ulivo, simbolo di radici, fedeltà, famiglia (valori importanti per entrambi)

E chiariscono bene anche cosa vogliono evitare: una giornata banale, troppo rigida, poco armonica, in cui gli ospiti “passano” e basta senza sentirsi davvero parte di qualcosa.

Dopo questo passaggio preparo per loro un check-up, lo riguardiamo insieme e, lì, decidono di affidarsi al nostro laboratorio per costruire inviti e coordinati in modo coerente. Perché, da quello che mi raccontano, hanno un desiderio molto chiaro: non lasciare che l’idea resti bella solo nella testa, ma trasformarla in scelte reali, una dopo l’altra, senza stressarsi e senza perdere il filo.

La costruzione delle partecipazioni

Partecipazione di nozze in carta piantabile olivo.

Tante coppie  desiderano che il giorno del loro matrimonio sia qualcosa di speciale, unico, un riflesso autentico della loro storia d’amore e dei sentimenti che provano. Eppure, poche fanno realmente i passi che servono a rendere concreto questo desiderio.

Da fuori, creare un invito può sembrare semplice. Poi ci si rende conto che “tutto è già visto”, e che è difficile trovare una forma elegante che vi rappresenti davvero. Con loro, la direzione si chiarisce quando individuiamo alcuni elementi precisi, concreti.

1) La carta
Scegliamo una carta piantabile: così l’invito non è solo un oggetto da conservare o buttare, ma un gesto che rispecchia la loro idea di natura e cura.

2) La grafica
All’inizio avevano scelto una partecipazione standard, presa un po’ di slancio, come succede quando si vuole “fare tutto e subito”. La sostituiamo con una grafica disegnata per loro: raffinata, delicata, e capace di raccontare con un segno semplice il loro simbolo. L’ulivo torna qui, e poi tornerà anche più avanti.

3) La fascetta con il verso dei Coldplay
Inseriamo la strofa dedicata agli invitati. Quel “somebody” diventa proprio la loro comunità: le persone che hanno accompagnato la loro storia e che loro vogliono avere accanto.

4) Il cordino e il dettaglio “prima ancora di aprire”
Chiudiamo la partecipazione con un cordino naturale che lascia intravedere il verso della canzone. Così il messaggio si legge subito, ancora prima di aprire.

Una delle cose più belle è che confezionano tutto insieme. Per aiutarli, mando un video con le indicazioni e poi ci vediamo in videochiamata per gli ultimi dettagli. Lavorano con attenzione, passo passo. E infine scrivono a mano i nomi sulle buste, con cura, uno per uno.

Il sopralluogo

Il sopralluogo a Vlla Torranca, una scelta perfetta perchè circondata dagli ulivi.

Per prepararci al meglio, facciamo un sopralluogo ad Assisi insieme a Patrizia, la fiorista. L’idea dell’allestimento segue la stessa linea: rami e piante di ulivo, fiori bianchi, un mix semplice ma pieno di significato, pensato per essere elegante senza diventare eccessivo.

La Cattedrale ha una navata lunga: una sfida vera, perché l’effetto deve essere armonico e leggibile, ma senza arrivare a spese fuori misura. Anche qui, la coerenza aiuta: quando la direzione è chiara, le scelte diventano più semplici.

A Villa Torranca l’atmosfera è altrettanto d’ispirazione: ulivi ovunque, angoli naturali bellissimi, spazi che si prestano bene a creare momenti di accoglienza e dettagli da vivere, non solo da guardare. E mentre si definiscono le idee, cresce anche la fiducia, passo dopo passo, perché tutto comincia ad avere un senso unico.

Il libretto della cerimonia

Il libretto della cerimonia

Non è obbligatorio. Loro però scelgono di realizzarlo perché vogliono che gli ospiti — soprattutto quelli meno giovani — possano seguire la messa con facilità.

E poi c’è un altro motivo: per Cristina e Alessandro il libretto diventa anche un ricordo da sfogliare nel tempo. Alla fine, tra liturgia e letture, inseriscono un ringraziamento semplice, diretto:

Grazie di aver condiviso con noi questo momento, Alessandro e Cristina”.

Per la copertina scegliamo di nuovo la carta piantabile (come per le partecipazioni), mentre le pagine interne sono su carta più leggera. La grafica resta coordinata, perché anche qui l’obiettivo è uno: far sentire che ogni pezzo fa parte della stessa storia.

Le bomboniere

La costruzione della bomboniere con l’olio di famiglia.

Per il regalo agli ospiti scelgono una cosa che li rappresenta davvero: una bottiglia di olio di famiglia.

Decidiamo per un vetro verde scuro, per proteggere l’olio e mantenerne le qualità. E poi ragioniamo insieme su come trasformare la bottiglia in una bomboniera curata, semplice, coerente con tutto il resto: confetti in un sacchetto di cotone bianco, un nastro verde-grigio in doppio raso, un cordino naturale e un tag con i loro nomi.

La bellezza, qui, non è solo estetica. È che quel regalo porta con sé le radici, la casa, la tradizione che vogliono condividere. Un gesto concreto, ma pieno di significato.

I coordinati per il ricevimento

I cartoncini da appendere.

Per il ricevimento, lavoriamo sui coordinati in modo pratico: ogni scelta deve stare bene nell’insieme, ma deve anche essere sostenibile per il budget. Non serve complicare: serve decidere cosa vale la pena rendere speciale.

Per i menù, ad esempio, usiamo la soluzione della villa come base: è già in linea con l’atmosfera del posto. Per dare coerenza senza fare “doppioni”, stampiamo il menù su un foglio leggero e lo inseriamo nel menù della location.

Per il tableau, invece, il collegamento alla loro storia è naturale: ci ispiriamo ai Coldplay. Ogni tavolo ha il nome di una canzone. All’ingresso, i cartoncini appesi a un ramo indicano ad ogni ospite il posto.

E sui tavoli aggiungiamo un dettaglio che fa sorridere e, allo stesso tempo, racconta: il testo di ogni canzone stampato su piccole pergamene, arrotolate e legate al segnatavolo. Così gli invitati non trovano solo “dove sedersi”, ma anche le parole che Cristina e Alessandro hanno scelto come parte del loro messaggio.

E per il tavolo degli sposi, la canzone non poteva che essere “Let Somebody Go”.

L’allestimento di Villa Torranca

L’invitata cerca il suo posto guardando il tableau de mariage.

Arriva il giorno del matrimonio, e la realtà fa la sua parte. Quando Cristina arriva in chiesa piove forte. Anche a Villa Torranca, inizialmente, la pioggia crea qualche corsa in più del previsto.

Noi ci concentriamo su quello che ci compete: sistemare con cura i coordinati, i dettagli stampati, l’angolo dei ricordi, il tavolo delle bomboniere, le scritte scelte da loro (“Amore”, “Famiglia”, “Tempo”) che torneranno poi nel rito simbolico dell’albero.

Quando la pioggia si ferma, la giornata cambia luce e ritmo. Gli ospiti possono vivere il giardino, l’aperitivo, l’atmosfera naturale della villa. E in sala, tra menù, segnatavolo, tableau e dettagli, chi guarda intorno vede ovunque segnali che rimandano alla loro storia.

Quello che si sente — e che resta — è proprio questo: non una somma di elementi “belli”, ma una giornata in cui ogni pezzo parla la stessa lingua.

Il giorno del matrimonio

Il picchetto d’onore all’uscita dalla chiesa.

Il giorno del matrimonio è davvero un mix di emozioni intense per Cristina e Alessandro. Dalla preparazione alla cerimonia, dalla pioggia improvvisa al rito dell’albero, ogni momento è carico di significato.

La giornata prende il via con la preparazione e già da subito ci sono state risate e lacrime di commozione… e poi la pioggia improvvisa che trasforma il matrimonio e l’entrata in chiesa in qualcosa di unico. Il primo sguardo tra di loro ferma i loro cuori, e lo scambio di promesse li lega profondamente, circondati dagli ulivi che gli ricordano il valore della nuova famiglia che stanno creando.

Durante la cerimonia, il cambio di luce segna l’uscita del sole, e viene interpretato da Alessandro come un bellissimo segnale, come se qualcuno avesse deciso di regalare loro quel momento speciale da godere appieno.

Arrivati ​​a Villa Torranca, sono colpiti dall’affetto degli invitati, e il ricevimento prosegue tra chiacchiere, baci e abbracci emozionati. Il momento clou è il rito dell’albero, con un piccolo ulivo piantato davanti a tutti, simbolo della forza della loro unione ma di questo vi parlo nel post successivo per cui non perderlo.

Il primo ballo da marito e moglie, sulle note di “Let Somebody Go” dei Coldplay, è magico, un momento intimo e, allo stesso tempo, condiviso con gli invitati. I commenti positivi degli ospiti confermano il successo della giornata, con un amico che confessa: “È stato il matrimonio più bello a cui ho partecipato”. A tutti è piaciuta l’atmosfera e l’attenzione ai dettagli che gli sposi hanno messo per creare una cornice perfetta, autentica e rilassata a questo momento.

In sintesi, la giornata è stata emozionante, intensa e ricca di momenti commoventi e divertenti, esattamente quello che volevano Cristina e Alessandro.

La connessione profonda con tutti gli ospiti li ripaga di tutto l’impegno profuso, regalando loro una gioia immensa.

Il rito dell’albero

La lettura delle promesse durante il rito dell’albero.

Uno dei momenti più sentiti è il rito dell’albero. Anche chi sceglie una cerimonia religiosa può decidere di aggiungere, durante il ricevimento, un gesto simbolico che coinvolga gli ospiti.

Cristina e Alessandro prendono un piccolo ulivo, lo sistemano in un vaso e coprono le radici con la terra. Un’amica guida il rito e spiega il significato: radicare le fondamenta della loro nuova famiglia, prendersene cura nel tempo, affrontare insieme le stagioni, proprio come fa un albero.

Qui l’ulivo torna al centro. Non come decorazione, ma come simbolo che li rappresenta davvero. E il fatto che gli ospiti siano lì, presenti, partecipi, rende il gesto ancora più intenso: è un “sì” condiviso, non solo pronunciato.

Il libro di nozze

Cristina e Alessandro, emozionati e felici, quando ritirano il loro Libro di Nozze.

Qualche mese dopo, arriva un momento diverso: ritirano il loro Libro di Nozze. Non è un semplice album fotografico. È un racconto che tiene insieme i puntini: dai primi incontri alla proposta, dalle scelte degli inviti e coordinati fino al giorno del matrimonio.

Li vedi uno accanto all’altra, mentre sfogliano. Ogni pagina riporta a una tappa, a una decisione, a un sentimento. È un modo per non perdere di vista quello che conta, anche quando il tempo passa e la vita riparte con i suoi ritmi.

E c’è anche un valore “in più”: è un racconto che possono mostrare alle persone care, e un domani anche a chi verrà dopo. Un pezzo della loro storia messo in forma, con cura.

Questa storia non è un modello da copiare. È

È il risultato di scelte fatte con attenzione, una alla volta, partendo da ciò che per loro aveva davvero valore.

Inviti e coordinati, in questo percorso, non sono stati semplici dettagli da aggiungere alla fine, ma strumenti per dare forma a un racconto più grande: quello che volevano condividere con le persone care, dall’inizio della giornata fino ai saluti.

Ogni simbolo, ogni parola, ogni materiale è diventato un modo per rendere riconoscibile la loro storia, senza spiegazioni forzate e senza effetti speciali. Solo coerenza, ascolto e una direzione chiara.

Ed è spesso qui che si gioca la differenza: quando le scelte non restano idee isolate, ma trovano un filo che le tiene insieme e le rende leggibili anche per chi guarda da fuori.

Se leggendo la storia di Alessandro e Cristina ti è venuto in mente che anche a voi piacerebbe che il vostro matrimonio raccontasse più di voi, e un po’ meno solo uno stile, allora forse il punto non è aggiungere dettagli, ma capire da dove partire…

Scrivimi 💬 a volte basta mettere a fuoco la strada giusta perché tutto acquisti un senso più profondo.

Carolina

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