Unione Civile: è un Matrimonio, ma non si dice!

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Unione Civile o Matrimonio: quali sono veramente le differenze?

  • Unione Civile: È un matrimonio ma non si dice! 

L’Unione Civile prevede l’obbligo di reciproca assistenza morale e materiale ma non la fedeltà e, volendo, si scioglie in soli tre mesi! Ma, a parte adozione e obbligo di fedeltà, richiama tutte le norme in vigore per le coppie sposate.

  • Comma 20

L’emendamento che le regola è costituito da un unico articolo e 69 commi e prevede una serie di “compromessi” per distinguere, almeno dal punto di vista formale, l’unione civile degli omosessuali dal matrimonio degli eterosessuali ma di fatto al comma 20 prevede esplicitamente che tutte « le disposizioni che si riferiscono al matrimonio e le disposizioni contenenti le parole coniuge, coniugi, o termini equivalenti, ovunque ricorrono nelle leggi, negli atti aventi forza di legge, nei regolamenti nonché negli atti amministrativi e nei contratti collettivi, si applicano anche ad ognuna delle parti dell’unione civile tra persone dello stesso sesso».

  • Stepchild adoption

L’articolo che prevedeva la Stepchild Adoption ossia la possibilità di adottare il figlio del partner è stata stralciata dal decreto originale e  rappresenta l’unica sostanziale differenza rispetto al vincolo matrimoniale tra eterosessuali. Questo non significa che le coppie omosessuali non potranno mai adottare ma che l’adozione non sarà automatica ma vincolata al parere dei giudici.

  • Il rito

Possono costituire un’unione civile due maggiorenni dello stesso sesso con una dichiarazione di fronte all’ufficiale di stato civile alla presenza di due testimoni. Ovviamente questo diritto è precluso a chi è già sposato o è già in un’altra unione. Esclusa, come per gli eterosessuali, l’unione tra fratelli, zii e nipoti. Non sono previste le pubblicazioni prima di contrarre l’unione.

  • Cognome

Si può scegliere liberamente di assumere il cognome del partner, mantenere il proprio o usarli entrambi.

  • Coabitazione, obblighi e diritti

È previsto l’obbligo reciproco alla coabitazione e all’assistenza morale e materiale. Con l’unione civile i partners si impegnano a contribuire ai bisogni comuni in relazione alle proprie capacità e sostanze. I conviventi hanno gli stessi diritti dei coniugi in caso di malattia e ricovero e per tutte le decisioni in materia di salute e di donazione degli organi. Il convivente potrà essere nominato tutore o amministratore di sostegno in caso in cui l’altra parte sia interdetta. In caso di morte del convivente proprietario di casa l’altro potrà continuare ad abitare nella casa fino ad un massimo di 5 anni o subentrare nel contratto d’affitto. Previsto anche il ricongiungimento familiare nel caso in cui uno dei due conviventi sia straniero. Regole identiche al matrimonio etero per congedo matrimoniale, assegni familiari e trattamenti assicurativi.

  • Fine dell’unione e alimenti

La convivenza si risolve per accordo delle parti o anche per recesso unilaterale. Si manifesta la volontà di scioglimento davanti all’ufficiale di stato civile e appena tre mesi dopo la dichiarazione l’unione è sciolta. Anche alle unioni civili si applicano le disposizioni sull’obbligo di prestare gli alimenti al coniuge nel caso in cui versi in stato di bisogno e non sia in grado di provvedere al proprio mantenimento secondo la decisione di un giudice.

  • Eredità e reversibilità

I conviventi in caso di decesso del partner avranno diritto all’ eredità e anche alla reversibilità della pensione.

 

 

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